SocialHub

Il “Social Hub” è un sistema di rendicontazione integrata online ideato dal Prof. Luca Poma. Si tratta di una piattaforma web che mette l’organizzazione in grado di comunicare con i propri pubblici di riferimento, in modalità continua, multicanale e multistakeholder, rendicontando ai cittadini sui progressi

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dell’Organizzazione nell’assolvimento del proprio mandato. E’ un progetto sperimentale creato per garantire un flusso di dati disintermediati 365 giorni all’anno, senza soluzione di continuità, imputati on-line direttamentedagli stakeholder dell’organizzazione, che collaborano attivamente con essa all’aggiornamento di una serie di tabelle – con relativi testi descrittivi – inserite in un apposito cruscotto di indicatori.

 

 

 

Le basi teoriche del progetto

Secondo le teorie di Poma, illustrate in un saggio pubblicato sul sito Ferpi.it nel 2008, il sistema normalmente applicato a tutti gli strumenti di rendicontazione è quello della “logica Aristotelica”: in logica classica, il principio di non contraddizione afferma l’incongruenza di ogni affermazione la quale implichi che una certa proposizione “A” e la sua negazione – diciamo la proposizione “non-A” – sono allo stesso tempo entrambe vere. Aristotele infatti diceva che ”…non è lecito affermare che qualcosa sia e non sia nello stesso modo ed allo stesso tempo…”. Ne deriva che – in base a questo paradigma – vi è un esatto punto oltre il quale un pubblico non è più di interesse dell’organizzazione. O si è stakeholder, o non lo si è: ciò che c’è oltre l’ipotetica linea di demarcazione, non deve minimamente interessare l’organizzazione, che in questo modo – però – pone di fatto un limite alla propria stessa licenza di operare. Agli inizi degli anni ’60,  all’Università di Berkeley, Lotfi Zadeh, un Professore noto per i suoi contributi alla teoria dei sistemi, si convinse che le tecniche tradizionali di analisi di tale teoria erano così schematiche e “precise” da risultare inadeguate a descrivere molti dei problemi tipici di quell’epoca di forte rinnovamento. Zadeh elaborò una nuova teoria, che alcuni percepirono inizialmente in contraddizione con la logica aristotelica – e ne nacquero accese discussioni accademiche! – ma che invece si rivelò essere, come vedremo, una sua evoluzione dettata dallo sviluppo dei tempi e del pensiero: la logica “ad infiniti valori di verità, basata sul concetto di “insiemi sfumati”, anche conosciuta come “logica fuzzy” (da indeterminato, sfumato, sfocato…). Si tratta di un approccio alla logica in cui si può attribuire a ciascuna proposizione un grado di “verità variabile” compreso tra un valore 0 ed un valore 1. Quest’intuizione, utilissima per spiegare molti fenomeni moderni, era stata tratteggiata già prima da ricercatori del calibro di Bertrand Russel ed Albert Einstein, ma venne codificata in modo articolato per la prima volta proprio dal Prof. Zadeh.

 

Quando parliamo di grado di verità o valore di appartenenza intendiamo che una certa proprietà oltrechè essere vera (cioè con valore 1) o falsa (cioè con valore 0) come prevede la logica classica, può anche essere contraddistinta da valori intermedi: vero è che “o si è vivi o si è morti” (valore 1 o valore 0) ma altrettanto vero è che – in logica fuzzy – si può assegnare ad un neonato valore 1, ad un ragazzo appena maggiorenne valore 0,8, ed a un anziano pensionato settantenne valore 0,15. Detta così può apparire banale, ma la codificazione di questa riflessione sotto forma di algoritmi matematici avviò – come vedremo – una vera e propria rivoluzione nel mondo della logica moderna.

 

Un nuovo modello di mappa degli stakeholder

Il Prof. Poma ha quindi applicato i concetti su esposti alla Responsabilità Sociale delle imprese, elaborando un nuovo tipo di procedimento per mappare gli stakeholder basato sull’assunto che “tutti sono stakeholder”, ma – appunto – con infiniti e sfumati livelli di coinvolgimento. La mappa così concepita, è uno strumento per la lettura dei fenomeni nei quali viene coinvolta l’Organizzazione e delle dinamiche di comunicazione e interazione con i suoi pubblici. Laddove tradizionalmente, l’azienda era infatti rappresentata “al centro”, con intorno all’azienda, collegati da una linea ciascuno, i vari portatori d’interesse, questa nuova mappa degli stakeholder utilizza un diagramma cartesiano a 4 quadranti: : nessuna correlazione tra l’Organizzazione e gli stakeholder, Organizzazione dominante sullo stakeholdemappar, stakeholder dominante sull’Organizzazione, e – infine – interconnessioni reciproche e forti. Questa nuova modalità di rappresentazione dei rapporti tra l’Organizzazione e i propri pubblici – secondo Poma – va ben oltre l’aspetto meramente grafico, e finisce per coinvolgere l’aspetto filosofico di questa materia: l’Organizzazione è rappresentata come una “texture di fondo” sulla quale “si appoggiano gli stakeholder, a raffigurare l’esatta “coincidenza” di obiettivi e desideri tra la prima e i secondi, enfatizzando visivamente Il modo con il quale percepiamo il nostro ruolo nei confronti del pubblico e intendiamo rapportarci – nel senso più ampio del termine – a ciò che ci circonda.

 

Gli input interni alla mappa stakeholder e le reti neurali

Secondo quanto sopra esposto, l’azione di input verso uno stakeholder, finirà per generare una rielaborazione di informazioni anche all’interno del perimetro dello stakeholder stesso, modificando in parte il suo DNA, e queste modifiche finiranno inevitabilmente per produrre alterazioni all’interno del perimetro dei pubblici d’interesse del nostro stakeholder, applicando così alle dinamiche tra Organizzazione e stakeholder il principio che sta alla base delle reti neurali. Nelle “reti neurali artificiali”, al termine di ogni fase del processo di apprendimento, il nodo avente un vettore di pesi più vicino ad un certo risultato desiderabile è considerato il nodo “vincitore”, e tutti i pesi sono aggiornati automaticamente in modo da avvicinarli a tale valore. Dato che ciascun nodo ha un certo numero di nodi adiacenti, quando un nodo vince una competizione, anche i pesi dei nodi adiacenti sono modificati, secondo la regola generale che più un nodo è vicino al nodo vincitore tanto più marcata è la variazione dei suoi pesi. Questo è ciò che succede in una mappa di stakeholder, laddove una buona prassi ha alte probabilità di venir adottata da tutto il network e diventa quindi il nuovo valore di riferimento. Il tipo di mappa ideato dal Prof. Poma è quindi un tentativo per codificare graficamente questi concetti: l’Organizzazione non intrattiene relazioni con i propri stakeholder, l’Organizzazione “è” i propri stakeholder, e gli stakeholder sono l’Organizzazione, perché è parte integrante di uno scenario sociale complesso, con una missione che va ben al di la del mero coinvolgimento dei “pubblici di prossimità”. Il posizionamento dei pubblici sulla mappa non appare “casuale”, bensì è frutto della compilazione di dettagliate “checklist” da parte degli stakeholder stessi e dei loro referenti  all’interno dell’azienda, i cui risultati determinano, mediante l’assegnazione di un valore numerico da -5 a +5 (e relative frazioni decimali), il posizionamento dell’icona rappresentante uno specifico pubblico in un preciso punto dello schema, secondo appunto la misurazione dell’“influenza” dello stakeholder sull’organizzazione e viceversa. Ogni stakeholder è quindi durante l’anno oggetto di specifiche strategie e azioni di comunicazione, elaborate “ad hoc”, tendenti a generare il cambiamento nella relazione necessario per spostare lo stakeholder – ovviamente – sempre più verso il riquadro in alto a destra, quello delle “interconnessioni forti” tra l’Organizzazione e lo stakeholder stesso.

 

L’evoluzione nella rendicontazione integrata: il “Social Hub”

Successivamente, dopo aver sperimentato questo modello su un’azienda farmaceutica italiana, Poma ha dichiarato di essersi posto un’ulteriore domanda: se la posizione più appetibile è quella delle interconnessioni forti, non è anacronistico un sistema di reportistica confezionato esclusivamente dall’azienda, flusso unilaterale di informazioni, non sottoposto a controlli esterni, se non – nel migliore dei casi – a una mera “conferma di congruità formale” da parte di qualche società di certificazione? I bilanci sociali/integrati fin qui conosciuti, sono spesso documenti agiografici, redatti dalle aziende alla fine dell’anno, più vo

corr

lte di quante si pensi oggetto di “lifting”, e riportanti sempre solo pluspoint e quasi mai criticità, e spesso non soddisfano i criteri del “comply or explain”.

Il “Social Hub”, invece, è appunto una piattaforma web frutto di un processo di condivisione dei contenuti con i vari pubblici aziendali, che collaborano attivamente per l’intera fase di redazione del documento di rendicontazione dell’Organizzazione, “emendando” periodicamente il testo stesso del

bilancio; ogni stakeholder può interagire direttamente con la piattaforma, modificando i dati quali-quantitativi del bilancio relativi al proprio rapporto di collaborazione/partnership/sponsorship con l’organizzazione, “costruendo” con essa il Bilancio integrato.

L’attuale versione del Social Hub – frutto di 6 anni di lavoro per l’adattamento del modello teorico che l’ha ispirato, e predisposto in versione sperimentale online nel 2014, e -  in versione 2.0, nel 2016 - è stata dotata di un “cruscotto di indicatori” di oltre 60 tabelle – con relativa parte testuale – i cui dati sono stati aggiornati man mano durante l’anno direttamente dai vari reparti aziendali. Il sistema è stato oggetto di diverse tesi di laurea e ha generato attenzione anche da parte di mass-media nazionali.

 

Gli aspetti tecnici.

Il “Social Hub” è ottimizzato per iPad, iPhone e per i principali Device e Tablet, ed è navigabile dal lettore con diverse modalità:

-       mediante alcuni percorsi facilitati predefiniti, sulla base di sezioni tematiche (6 sezioni diverse, una economico-finanziaria, una sociale pura, una che pone l’attenzione alle relazioni con i dipendenti, etc) e del tempo di lettura disponibile (5 minuti, 15 minuti, 1 ora, completo). La piattaforma quindi si “riorganizza” istantaneamente sulla base degli input  che riceve per dare la quantità e tipologia di informazioni interessanti per quello specifico lettore;

-       mediante la Mappa interattiva degli Stakeholder, cliccando su un singolo SH si raggiunge l’omonimo capitolo che descrive i progetti realizzati in engagement con quello specifico SH. La mappa è “storicizzata”: cliccando sull’icona degli anni passati, il sistema “recupera” i dati degli ultimi esercizi mostrando graficamente “l’evoluzione” dei rapporti tra l’organizzazione e i suoi pubblici dal primo anno di attività ad oggi;

-       entrando nella sezione “Naviga il bilancio”, tramite l’indice interattivo per capitoli, oppure tramite la tradizionale “Nuvola di keyword”. Ogni progetto trattato nel bilancio sociale è caratterizzato da una o più keyword/tag, e la nuvola funziona come un aggregatore di notizie, cliccando una singola keyword appare la schermata con tutti i capitoli/progetti dove essa è trattata;

-       mediante Infografiche interattive, con il riassunto dei dati numerici e statistici di maggior rilievo;

-       utilizzando il Motore di ricerca interno “Maigret”;

-       per i dati economico-finanziari, mediante File XML/XBRL per facilitare la comparazione dei dati del bilancio contabile;

-       leggendo gli ultimi aggiornamenti in Homepage;

-       mediante la consultazione della Fotogallery o della Videogallery

 

Dopo alcune violazioni dell’iniziale licenza Cretive Commons, il Social Hub è stato protetto in USA come “modello di business”.

 

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