Sfruttamento dei mari: l’Italia non ha più pesce.

15 aprile 2013 – La dimostrazione di come l’assunzione di comportamenti irresponsabili o insostenibili su larga scala impattino, prima o poi, sulla vita di tutti ci giunge in questi giorni dal commercio ittico.
A partire da questa settimana, infatti, l’Italia si vedrà costretta a importare pesce dall’estero per soddisfare la propria domanda interna. Ma il dato ancor più preoccupante è che quest’anno il Fish Dependence Day, il punto limite di esaurimento degli stock ittici nazionali, è arrivato in anticipo rispetto agli anni passati, segno dell’impoverimento biologico dei nostri mari.
Il paradosso di un paese con 8000 km di coste e non autosufficiente dal punto di vista delle risorse ittiche deve far riflettere. Ma quello del commercio ittico è solo un esempio più visibile del problema di fondo di un sistema economico che, ormai è chiaro a tutti, consuma più di quanto l’ambiente sia in grado di offrire e rigenerare e, forse, più di quello di cui abbiamo realmente bisogno.

Per approfondire.

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