Sanzione economica e condanna morale per la Bp a due anni e mezzo dal disastro

2012 – Ventinove mesi dopo il terribile incidente che ha affondato la piattaforma oceanica Deepwater Orizon, causato la morte di undici operai e riversato in mare milioni di barili di petrolio, arrecando all’ecosistema del Golfo del Messico danni la cui portata è difficilmente calcolabile, la Bp (ex British Petroleum), colosso mondiale degli idrocarburi nonché unico imputato della vicenda, si è accordata con il Dipartimento di Giustizia americano per il pagamento di una multa da 4.5 miliardi di dollari.
Quella di Bob Dudley, amministratore delegato Bp, è stata un’ammissione di colpa completa, come del resto non poteva che essere viste le evidenti responsabilità dell’azienda britannica, rea di aver violato diversi trattati internazionali in materia di sicurezza ambientale, di aver mentito nelle prime fasi del disastro e di aver cercato di ostacolare le indagini facendo ostruzione nei confronti del Congresso americano.
La sanzione è la più alta mai inflitta a un’impresa nella storia degli Stati Uniti e, mentre ancora si contano i danni economici e ambientali di un’area geografica immensa che non sarà mai più quella di prima, ci si può solo augurare che errori come questi possano servire per imparare la lezione e per evitare che una triste storia come questa, e come tante altre simili in giro per il mondo, si ripeta altrove. Per approfondire.

 

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    One comment on “Sanzione economica e condanna morale per la Bp a due anni e mezzo dal disastro”

    1. jac ha detto:

      4,5 miliardi di dollari. E la BP non fa una piega. Questo spiega anche l’enormità dei guadagni dei petrolieri. L’indecenza dei loro guadagni. La forza dei loro soldi.

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