Olio di palma: l’alternativa sostenibile esiste

Olio-di-Palma10 luglio 2015 – Esiste un’alternativa sostenibile alla coltivazione convenzionale dell’olio di palma, un’alternativa che permette di preservare l’ambiente, le foreste pluviali e l’habitat di numerose specie animali, garantendo allo stesso tempo un’equa remunerazione dei lavoratori e delle comunità locali: è l’olio di palma certificato RSPO. La RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil) è un’organizzazione non governativa multi stakeholder fondata – tra gli altri – dal WWF nel 2004 per minimizzare gli impatti ambientali e sociali derivanti dalla coltivazione di olio di palma, attraverso l’introduzione di uno standard di sostenibilità che prevede otto principi generali e trentotto diversi parametri ai quali essere conformi. L’Italia è il secondo mercato in Europa dopo i Paesi Bassi con 1,7milioni di tonnellate importate nel 2014, in crescita del 19% rispetto all’anno precedente e di queste, solo il 21% del totale è utilizzato a scopi alimentari. Il recente dibattito emerso anche in Italia sui temi che riguardano la sostenibilità ambientale dell’olio di palma ha spinto la RSPO a prendere posizione, mostrando la possibilità di coltivare palma da olio salvaguardando l’ambiente, attraverso l’utilizzo di terreni che non sono stati direttamente oggetto di deforestazione, e, allo stesso tempo, garantendo l’approvvigionamento a quella che è diventata una delle principali fonti per la domanda globale di olii e grassi vegetali. In confronto ad altre colture oleaginose, la palma da olio è infatti quella che consente la maggiore resa per ettaro contribuendo così in maniera significativa a soddisfare la domanda di olio e garantendo il 40% dei consumi mondiali. Per questi motivi, la soluzione ai problemi ambientali non può che passare dall’utilizzo di olio di palma certificato e sostenibile (CSPO). La sostituzione massiva dell’olio di palma con altri oli vegetali infatti potrebbe causare non soltanto problemi ambientali come un maggiore consumo di suolo, ma anche a livello alimentare. Su questa tematica si è tenuta una conferenza – organizzata da EPOA (European Palm Oil Alliance) – al fine di informare sul valore nutrizionale dell’olio di palma: si tratta di un grasso naturale che presenta un rapporto bilanciato di acidi grassi saturi e monoinsaturi e che è quasi del tutto privo di acidi grassi trans, composti nocivi per la salute dato il loro impatto sul livello di colesterolemia che incrementa il rischio di malattie cardiovascolari. Per questo la RSPO ha lanciato per il 2020 un obiettivo ambizioso ma raggiungibile: arrivare al consumo di 100% di olio di palma certificato sostenibile in Europa. La certificazione RSPO è il principale standard di sostenibilità nel settore a livello mondiale. A oggi oltre 12,5milioni di tonnellate di olio di palma – il 20% del totale della produzione mondiale – sono prodotti in maniera sostenibile, coprendo circa 3,5milioni di ettari di piantagioni.

Condividi

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato.

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>