Made in carcere: rieducare e riusare.

made-in-carcere23 giugno 2017 - Luciana delle Donne è un ex manager di una multinazionale che ha deciso di mettere le proprie competenze economiche al servizio delle donne in carcere. Sono passati ormai dieci anni dalla fondazione del progetto Made in Carcere che si occupa di rieducare attraverso il lavoro le detenute. Made in carcere utilizza le stoffe di scarto che le aziende sostenitrici del progetto donano gratis e da queste materie prime le detenute creano braccialetti, accessori, borse ecc. Spesso questo tipo di oggetti hanno nomi che in qualche modo ricordano la storia della persona che l’ha fatto, il contesto dal quale proviene, le difficoltà che vive quotidianamente. Le detenute sono regolarmente assunte e in questo modo riescono a emanciparsi dall’ambiente soffocante del carcere; sono le stesse donne a candidarsi per lavorare segno del bisogno di emanciparsi dall’ambiente in cui vivono.

Il progetto quindi ha il pregio di coniugare da una parte la pratica del riuso cercando di salvaguardare i materiali che le aziende altrimenti manderebbero al macero e dall’altra di valorizzare nella pratica l’art. 27 della Costituzione, laddove si parla della rieducazione del detenuto dandogli un obbiettivo quotidiano e una routine simile alla vita fuori dalle mura del carcere.

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