LA CSR DA’ I NUMERI

2012 – Sette anni dopo il primo studio effettuato in Italia sulle professioni che ruotano attorno alla CSR, un team formato da CSR Manager Network Italia, ALTIS-Alta Scuola impresa e società e ISVI-Istituto per i Valori d’Impresa, ha reso pubblica una ricerca che fotografa dettagliatamente il mondo dei manager, dei consulenti e dei collaboratori, che fanno della CSR il fulcro della loro attività lavorativa. La ricerca mette in luce lo sviluppo del settore negli ultimi anni, a seguito della crescente attenzione delle imprese ai temi sociali e ambientali, come dimostrano i 327 professionisti ad oggi censiti, contro i 90 del 2005. La maggior parte di essi, il 75,8%, lavora in imprese con più di 250 dipendenti e che si relazionano con un alto numero di stakeholder. Un secondo aspetto che si evince dai profili degli addetti ai lavori è il loro alto livello di istruzione:  l’83% dei CSR manager è in possesso di una laurea specialistica o di un master, percentuale che scende al 78% se si considerano anche i collaboratori. La ricerca identifica, inoltre, quelli che sono i percorsi lavorativi generalmente affrontati prima di accedere ad una professione legata alla CSR. In questo caso, scopriamo che il 49% dei professionisti lavorava nella stessa impresa ma con mansioni differenti, mentre il 13% era impegnato nel mondo del no profit. Per quanto riguarda l’area professionale di provenienza, invece, il 23% ha un passato in attività legate alla comunicazione e il 18% al marketing. Interessante, infine, è il dato riguardante le donne, il 58% del numero totale dei professionisti della CSR.  Per approfondire.

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    One comment on “LA CSR DA’ I NUMERI”

    1. jac scrive:

      Non è un caso che il 58% dei professionisti che opera sui temi della CSR sia composto da donne: il tema della sostenibilità parte dal “Rapporto Brundtland”, scaturito da una commissione guidata da una donna, per l’appunto, che per l’esattezza si chiamava Gro Harlem Brundtland, medico e ambientalista, che nel 1981 – a soli 42 anni – conquistò in Norvegia il doppio primato di essere la prima donna a diventare Primo Ministro e la più giovane persona a ricoprire quella carica.

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