Jointly Fragibilità

jointly-ilwelfarecondiviso8 settembre 2016 – Nasce Jointly Fragibilità - tutta la rete che ci vuole per superare la fragilità, la prima rete italiana di servizi di welfare aziendale ideata per tutti i lavoratori, più di nove milioni in Italia, che hanno un famigliare non autosufficiente.

L’idea è quella di creare una rete costituita da tutti gli operatori sociali d’Italia che metta insieme vari servizi nell’ambito dell’assistenza alle persone non autosufficienti che andranno dalle semplici informazioni, alla selezione di un’assistente familiare qualificata, al supporto psicologico per il caregiver.

Fino al 15 ottobre Jointly raccoglierà le richieste di tutti gli operatori sociali che operano nell’assistenza e che vogliono far parte della rete verificandone gli standard di qualità. Una volta creata la rete, si ipotizza per l’inizio del 2017, si inizierà ad erogare i servizi. Ma non solo. Jointly si prenderà in carico la formazione nelle aziende per orientare i dipendenti nel capire di cosa necessitano i loro famigliari.

 

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    One comment on “Jointly Fragibilità”

    1. Rosalba Malerba scrive:

      Buongiorno,
      mi chiamo Rosalba Malerba, ho 60 anni, sono un’Assistente Sociale, sono dipendente del Comune di Genova Direzione Cultura e in questo ambito sono interessata a sviluppare dei processi di welfare culturale, nella convinzione che l’arte e la cultura sono fattori di sviluppo e promozione sociale.
      Con mio marito dalla nascita ha una Tetraparesi Spastica, che non gli ha impedito di prendere un diploma di Ragioniere e di diventare un Funzionario Amministrativo in Comune. Il lavoro gli ha consentito di girare il mondo e condurre un vita normale, con una famiglia con due figli che oggi sono due giovani adulti alle prese della costruzione del proprio futuro.
      Ora siamo entrati in una nuova fase della nostra vita. Alla sua disabilità si sono aggiunti 68 anni con tutti i disagi che l’età comporta (anche per me) e con un sistema sociale che non guarda all’indipendenza delle persone, ma al massimo è disposto a dare piccoli sostegni alla famiglia per farsi carico del problema.
      Io sto cercando di creare le condizioni perché mio marito possa essere aiutato a mantenere le sue autonomie indipendentemente dal fatto che abbia o meno una famiglia, perché i nostri figli hanno il dovere e il diritto di vivere la loro vita, anche lontano da noi e io ho il dovere e diritto di lavorare per la mia amministrazione con serenità.
      La vostra attività mi sembra un ottimo punto di partenza. Sono disponibile a iniziare una collaborazione. Saluti
      Rosalba Malerba

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