Finanza per il clima

Indica l’insieme dei progetti e programmi finanziati da enti nazionali o internazionali, al fine di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e promuovere la resilienza delle popolazioni. Gran parte di questi finanziamenti sono oggi diretti alla mitigazione dei cambiamenti climatici e alla riduzione dell’immissione di CO2 in atmosfera.
I finanziamenti sono stimati oggi nell’ordine di 97 miliardi di US$/anno, di cui 55 miliardi provenienti dal settore privato. La maggior parte di questi finanziamenti sono da considerare come investimenti (equity), soggetti quindi a restituzione, e solo un quarto è aiuto allo sviluppo. Nonostante la diminuzione dell’aiuto pubblico allo sviluppo, i finanziamenti per il clima sono in aumento (nell’UE aumentano di 6 volte nel bilancio 2014-2020 rispetto al precedente). La finanza per il clima modifica alle radici il concetto stesso di cooperazione allo sviluppo: più che parlare di cooperazione, si parla di gestione dei beni comuni (Common Goods). L’acqua, i mari e ghiacciai, lo stato delle foreste, la qualità dell’aria sono da considerare beni pubblici da preservare ovunque nel mondo. Per esempio preservare le foreste dell’Africa Equatoriale non nasce da una spinta umanitaria a favore di quelle popolazioni ma dalla consapevolezza che lo stato di quelle foreste può incidere sulla qualità dell’aria respirata nei paesi industrializzati.

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